martedì 6 novembre 2018

Una rivista speciale per Isao Takahata

Cose che solo i cugini d’Oltralpe si dilettano a fare. Se il molto amato Hayao Miyazaki sarà protagonista di ben quattro nuovi saggi in lingua francese da qui ai primi mesi del 2019, anche Isao Takahata, suo compagno d’avventure animate e amico di una vita (a cui Cartoon Club ha dedicato il libro The art of emotion tuttora apprezzato e ordinabile qui), non sarà da meno.

Un ricordo ormai postumo a diversi mesi dalla scomparsa, avvenuta lo scorso 5 aprile. In Giappone si erano praticamente attivati quasi subito, tra riviste e libri. Ora tocca alla Francia, terra d’elezione culturale del maestro dell’animazione. La redazione di Eclipses, piccola rivista di approfondimento cinematografico, farà uscire entro quest’anno un numero interamente dedicato al regista di Heidi. La copertina (come si vede nella foto qui sopra) sarà dedicata al suo ultimo capolavoro La storia della principessa splendente (2013). I tipi di Eclipses avevano dedicato un numero monografico anche a Miya-san nel 2009 intitolato Hayao Miyazaki - L’Enfance de l’Art (sul n.45, 142 pp. a 10 euro).

Editorialmente piuttosto attiva anche la Spagna con libri illustrati e divulgativi (Mi vecino Miyazaki, Diàbolo Ediciones) e la collana Biblioteca Studio Ghibli dedicata da Héroes de Papel ai suoi film. A quando operazioni del genere anche in Italia? Qui sotto la sequenza forse più emozionante dell’ultimo film del Maestro:


lunedì 5 novembre 2018

Corto Maltese finalmente “dal vero” al cinema!

Che fosse fan sfegatato di fumetti d’ogni genere e nazionalità, si sapeva. Christophe Gans, il 58enne regista di film quali Il patto dei lupi (2001) e La bella e la bestia (2014) in effetti s’era dato da fare già a inizio carriera con una sua versione del Crying Freeman di Ryoichi Ikegami (il cui primo numero del manga è in uscita per J-Pop dopo l’anteprima a Lucca Comics & Games) nel lontano 1995.

Ora che di strada ne ha fatta, imponendosi come autore estremamente cinefilo, Gans ha fatto il colpaccio esaudendo un vecchio sogno di gioventù. Ossia, portare su grande schermo nientemeno che Corto Maltese, il celeberrimo marinaio creato da Hugo Pratt nel 1967. La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, solleticando l’immaginazione degli appassionati di entrambe le fazioni: cinema e fumetto. Anche perché i nomi principali del cast sono già stati resi ufficiali da un teaser poster (qui sopra) e quindi già si può fantasticare, dopo decenni di tentativi mai andati in porto: dai primi incontri con Luigi Scattini a metà anni Settanta e poi Folco Quilici, più Steven Spielberg (a Parigi nel 1980 ma anche a Losanna dieci anni dopo) e i progetti di Gabriele Salvatores nel 1995 e di Claude Gorsky nel 1997 per un film con Christopher Lambert (anche se Pratt avrebbe preferito Fabio Testi), nonché una successiva sceneggiatura di Giovanni Mezzedimi (che avrebbe potuto anche esserne protagonista) e Gilles Taurand nel 2009 dal titolo Alla ricerca di Corto Maltese.

Il protagonista avrà il volto dell’attore inglese Tom Hughes, ammirato da Gans nella serie tv Victoria. Rasputin sarà interpretato da James Thierrée. Tra le presenze femminili ci sarà anche Milla Jovovich che ritrova così anche il suo storico produttore Samuel Hadida di Resident Evil. In questi mesi il casting procede spedito e in trattativa ci sono attori quali Michelle Yeoh e il buon vecchio Mark Dacascos, con Gans già proprio in Crying Freeman e Il patto dei lupi.

Alla sceneggiatura William Josef Schneider, mentre tra i collaboratori dietro le quinte del regista francese troveremo nomi importanti del cinema europeo: l’art director Alain Bainée, il compositore Fernando Velazques, la costumista Joan Bergin. Produce appunto Samuel Hadida grazie a Davis Film in associazione alla spagnola TriPictures. Le riprese avranno inizio il prossimo gennaio 2019 e il secondo sogno più grande di Gans, e dei suoi finanziatori, è quello di trasformare Corto in un franchise cinematografico, come Star Wars o i film Marvel. Della serie: quando il cinema è in crisi, come al solito tocca al fumetto dare una mano…

sabato 3 novembre 2018

40 anni di Goldrake in Italia, in home video

In arrivo il 22 novembre nelle librerie italiane l’edizione defintiiva di UFO Robot Goldrake (UFO Robo Gurendaiza, 1975). C’è un compleanno importante da festeggiare, 40 anni dalla prima messa in onda italiana il 4 aprile 1978 sulla Rete 2 (poi semplicemente Rai 2), e han fatto le cose in grande. Un super classico lungamente atteso nel formato Blu-ray disponibile fra ora e il 13 dicembre in due box con 4 e 3 dischi blu, mentre l’edizione in dvd ne conterà 7 e 6 (con gli episodi 1-28 e 29-52 rispettivamente: il terzo cofanetto uscirà a gennaio). Distribuisce Koch Media in partnership con Yamato Video: una collaborazione che sta facendo un gran bene agli anime nelle sale cinematografiche italiane per 2-3 giorni e poi in home video.

Ritrovare anche Goldrake, dopo la prima serie di Lupin III, è dunque un nuovo incentivo a proseguire su questa strada. Con packaging accattivante, le illustrazioni del veterano Kazuhiro Ochi, l’edizione in full HD raccoglie tutte le 74 puntate della serie, comprese le 3 inedite mai trasmesse alla tv nostrana con doppiaggio storico rimasterizzato e sottotitoli fedeli all’originale. Presenti anche le due sigle dell’anime e un imperdibile booklet di 32 pagine con illustrazioni e sketch preparatori.

In Italia Goldrake ha goduto sempre di una popolarità tutta sua, perfino in negativo a causa di tutte le inutili polemiche piovutegli addosso nel corso degli anni. Un successo superiore a quello ottenuto in Giappone, dove il capostipite della trilogia Mazinga Z (Mazinger Z, 1972) è sempre stato il titolo creato da Gô Nagai più amato anche in termini di sequel e rifacimenti per il mercato dei video o il cinema. Non a caso il tanto chiacchierato reboot di Goldrake, parola di Nagai, stenta a decollare ancora adesso in mancanza di un’idea forte. Nella genesi di questa serie ha contato parecchio il successo di Mazinga Z, al termine del quale Nagai si preparava a fare qualcosa di “geniale” e gli venne così in mente un gigante d’acciaio questa volta proveniente dallo spazio. In quel periodo anche Toei Animation era in fibrillazione nella speranza di piazzare in televisione una nuova serie animata che facesse da traino alla commercializzazione di modellini e giocattoli. Nagai partì allora da un piccolo film realizzato nel 1969, Uchu Enban Daisenso, e rimise mano al design dei personaggi, prelevando da Mazinga Z il protagonista Koji Kabuto (nel primo doppiaggio italiano ribattezzato Alcor dall’edizione francofona) che infilò con mestizia autoriale nella trama del nuovo UFO Robot Goldrake.

Come spiegato in un’intervista al mensile Animeland, l’autore del manga si limitò a lasciare la progettazione e la lavorazione della serie a Toei Animation, per quindi dare vita a una versione a fumetti totalmente indipendente. Toei dal canto suo ebbe la lungimiranza di affidarsi a stagionati sceneggiatori che seppero lanciarsi con agilità nel dramma e nel coté più leggero e ironico, vera chiave del successo della serie; soprattutto si affidarono, quasi a occhi chiusi, al talento emergente di due chara designer come Kazuo Komatsubara e Shingo Araki, assieme al quale artisticamente stava sbocciando una giovane di nome Michi Himeno. La Himeno, arruolata nello staff dell’anime grazie alla Araki Production, farà il suo debutto di fuoco proprio alla corte di Goldrake prima come intercalatrice e quindi come animatrice. Per chi desidera saperne di più sulla serie cult ci sono il saggio di Massimo Nicora, C’era una volta Goldrake (Società Editrice La Torre) oppure Goldrake. Il primo robot non si scorda mai di Alessandro Montosi (Iacobelli). Se conoscete la lingua francese, invece, imperdibile il poderoso saggio Gô Nagai - Mangaka de légende di Jérôme Wicki.

– Mario A. Rumor

lunedì 22 ottobre 2018

“Iroiro: il Giappone tra pop e sublime”

Giorgio Amitrano
“Iroiro. Il Giappone tra pop e sublime”
brossurato con alette, 240 pp in b/n
DeA Planeta Libri, € 16,00

Un libro così poteva scriverlo soltanto lui. Ci perdonerà Giorgio Amitrano (nel foto qui in basso) se rubiamo un suo ricordo privato, e un frammento di prefazione. Nipponista di fama, professore di letteratura giapponese all’Orientale di Napoli e traduttore di scrittori come Banana Yoshimoto, Haruki Murakami, Kenji Miyazawa e Yasunari Kawabata, in effetti Amitrano ha posto rimedio in un colpo solo a una insopportabile mancanza. Un libro sul Giappone come questo serviva davvero, e lo si attendeva con impazienza. Per riprendere le confidenze offerte nella sua prefazione, d’altro canto, Iroiro. Il Giappone tra pop e sublime è l’esaudimento di un intimo desiderio che l’autore covava da parecchio tempo. Scrivere cioè un saggio su quel mondo, così lontano ma ormai così vicino, che non fosse un mero esercizio accademico, bensì un percorso libero dal rigore scientifico allo scopo di raccontarlo anche a un pubblico di non specialisti sul filo di un fascino ostinatamente in bilico nelle sue declinazioni più popolari o contradditorie.

Dopo poche pagine, Iroiro lo abbiamo subito immaginato come un coltissimo manuale di istruzioni per meglio avvicinare quella cultura e un popolo che riteniamo di conoscere ma così non è. Un manuale di istruzioni a cui basta perfino un haiku o una poesia di Kenji Miyazawa, scritta alla sorella morente, per fornire una chiave di accesso, una scorciatoia decisamente intellettuale, ma mai soverchiante, per penetrare un mondo intero in cui un singolo termine (e prendiamo giustappunto “iro”, colore, che raddoppiato a comporre il titolo di questo libro diventa “varietà”) si apre a una molteplicità di interpretazioni e significati.

Iroiro. Il Giappone tra pop e sublime è un impareggiabile memoir delle sensazioni, delle suggestioni e delle scoperte che Amitrano riporta in prima persona raccontando spesso la sua esperienza di vita e lavoro nell’Arcipelago, tra Tokyo e Osaka, lasciando scivolare abilmente a partire da questa alcuni temi (scrittura, cerimonia, bellezza, stagioni, karaoke), attraverso i quali si diramano poi direttrici prelevate dalla letteratura, dal teatro, dalla cultura pop (non crediate che manga e anime restino in disparte…), dal cinema o da antiche tradizioni che, proprio lì, assurgono a vera e propria arte. Un’altra immagine che viene in mente leggendo questo saggio è quella dei resoconti dal Giappone di Italo Calvino pubblicati in Collezione di sabbia (1984). Uno sprofondare raffinato in quella cultura che è totalizzante.

È proprio questa abilità che ha Amitrano a rifuggire l’usuale, senza cioè mai trattare il Sol Levante nell’ovvia maniera che ci si aspetta di leggere (e purtroppo libri così ne esistono parecchi in circolazione che fanno del banale turismo verbale), a dare al suo Iroiro una piacevolezza zen e una familiarità con le guest star coinvolte che instaurano una certa urgenza nel lettore invogliandolo a fare ammenda nei confronti di colpevoli mancanze. Nel nostro caso, talvolta andando ad affrontare sfide impervie, magari con il recupero del Genji Monogatari nella nuova traduzione di Maria Teresa Orsi per Einaudi, oppure riprendendo in mano il tosto Kenzaburo Oe. Con la segreta speranza di partecipare, proprio come durante una sessione di karaoke, alla medesima esperienza passionale di Amitrano, senza provare imbarazzo o timore di sfigurare al cospetto dell’autore.

Mario A. Rumor


17° International Animation Day a Rimini!

Dal 2002 ASIFA, l’associazione che riunisce gli autori di cinema d’animazione in tutto il mondo, ha creato l’IAD (International Animation Day) per onorare la nascita del cinema d’animazione a cui abbiamo dedicato il dossier di FdC n.273, riconosciuta nella prima esibizione pubblica di immagini in movimento proiettate: il Teatro Optique di Emile Reynaud a Parigi il 28 ottobre 1892. ASIFA coordina e aiuta a promuovere l’IAD in tutto il mondo, mettendo l’arte dell’animazione sotto i riflettori in una celebrazione mondiale. Negli ultimi anni questo evento è stato celebrato in oltre 50 Paesi, in tutti i continenti del mondo.

Cartoon Club, il Festival Internazionale del Cinema d’Animazione, Fumetto e Games che si svolge ogni anno a Rimini dal 1985, da diversi anni partecipa a questo appuntamento. Quest’anno aspettiamo bimbi e famiglie domenica 28 ottobre alle ore 14.30 – come sempre a ingresso libero! – presso il cineteatro Tiberio per assistere a “Cartoon Kids”, una proiezione speciale di cortometraggi selezionati dal festival Cartoon Club tra i più divertenti e pluripremiati arrivati al Festival nel corso delle ultime edizioni. Il programma completo a questo link.

L’animazione include una vasta gamma di approcci, tecniche e obiettivi. Creato disegnando, dipingendo, animando pupazzi e oggetti, usando argilla, sabbia, carta e computer, lavorando con più narrazioni e non narrativi, riflettendo una varietà di temi e performance, presentati su una varietà di piattaforme. Tutto ciò conferma che l’animazione è un mezzo straordinario e potente di arte, espressione culturale e comunicazione. E, come mezzo di narrazione visiva, può comunicare attraverso culture senza linguaggio verbale. È veramente un mezzo per la connessione culturale. ASIFA si impegna a sostenere le opportunità di scambio e celebrazione offerte da questo evento: «Stimolando le dinamiche e le collaborazioni tra capitoli, gruppi e agenti di diversi Paesi, cerchiamo di aiutare a collegare gli animatori gli uni agli altri, celebrando la nostra forma d’arte unica e portando l’arte dell’animazione al grande pubblico».

Ogni anno, ASIFA invita un importante animatore a creare il poster per la Giornata Internazionale dell’Animazione. Viene quindi adattato per ogni paese al fine di garantire una visione globale dell’evento. Il poster del 2018 è stato generosamente creato da René Castillo di ASIFA Mexico e dal suo studio di animatori: gli animatori del suo studio hanno contribuito ai volti visti nel poster
che prestavano le loro mani agli stili, alle espressioni e ai mezzi rappresentati ed esprimendo il potenziale creativo e diversificato dell’animazione. Tra gli artisti Misael Barbosa, Mario Ruiz, Ricardo Niño, Emilia Castillo, Sofía Carrillo, Ángeles Vargas, Christian Alain, Juan Pablo Becerra, Eliant Elias e lo stesso René Castillo.

mercoledì 17 ottobre 2018

Il mondo di Jacovitti in mostra ad Aosta

Sono oltre 250 i disegni originali del grande Benito Jacovitti esposti dal 27 ottobre 2018 al 28 aprile 2019 nella prestigiosa sede del Centro Saint Bénin via Festaz 27 ad Aosta, attraverso cui sarà possibile ricostruire il percorso di una carriera durata quasi sessant’anni che ha portato l’artista (nominato Cavaliere dal presidente Scalfaro nel 1994) a creare alcuni personaggi indimenticabili che hanno accompagnato intere generazioni di ragazzi. Ed è rivolta in particolare ai ragazzi che lo hanno amato e a quelli che non lo hanno conosciuto (e che lo faranno con questa mostra) tutto il percorso espositivo creato appositamente per l’occasione, puntando in particolare sui personaggi che lo hanno reso unico e inimitabile.

Schizzi, vignette, tavole di fumetti e illustrazioni compongono l’articolato susseguirsi dei disegni della mostra con alcune vere “chicche” che si potranno vedere in originale per la prima volta. Tra queste alcune tavole realizzate per oggetti promozionali, 60 disegni di figurine realizzate nel 1954 per l’albo “Genti d’ogni paese” de il Vittorioso in cui l’estro di Jacovitti spazia in giro per i 5 continenti raffigurando a modo suo ogni popolo. Ricche di fascino sono alcune tra le prime tavole disegnate negli anni Quaranta per il Vittorioso e altri giornali, veri esempi di calligrafismo disegnato. Tra queste spiccano per bellezza i disegni di “Pippo e la guerra”, “Mandrago”, “L’Onorevole Tarzan”, “Pippo in montagna”, “Giacinto corsaro dipinto” e “Oreste il guastafeste” di recente tornate in possesso della figlia.

Un viaggio attraverso la lunga carriera dell’artista - tuttora celebrato da una succosa collana in edicola di cui abbiamo parlato in modo approfondito su FdC n.272 -  con i suoi infiniti personaggi e molti disegni esposti per la prima volta, in una mostra ideale per divertirsi con le intramontabili surreali e brillanti trovate di Jac. Curatori della mostra sono l’esperto Dino Aloi e Silvia Jacovitti, con la collaborazione di Milko Dalla Battista, Fiorenzo Grasso, Claudio Mellana e Alessandro Prevosto.

martedì 16 ottobre 2018

“Fumo di China” n.279 in edicola e fumetteria

Con una bollente copertina di Emanuele Taglietti e un Wallestein che lancia il dossier completo sulle risorte collane di Vintagerotika, è arrivato nelle migliori edicole e fumetterie d’Italia FdC n.279, con 4 pagine extra in omaggio!

Dopo un editoriale sul recente (e repentino) cambio di direzione a Topolino e la mostra per i 70 anni di Tex con la nuova collana del ranger da giovane, le usuali news dal mondo (quelle meno viste e più importanti in Italia, Francia, Stati Uniti e Giappone, più un nuovo Festival Culturale del Fumetto), ci focalizziamo sul progetto Vintagerotika, con un’intervista al curatore Luca “Laca” Montagliani, un’analisi su tutte le testate e un’intervista a Emanuele Taglietti.

Poi l’incontro con Alfonso Elia e Sebastiano Vilella sulla nuova versione del loro Spasmox: Torbido, gli orrori della realtà indagati da Carlo Gubitosa che incontriamo per il nostro consueto approfondimento sul graphic journalism, un’intervista esclusiva a Carmine Di Giandomenico (nostrano “estro all’estero” appena passato da Flash a Batman), nonché quattro chiacchiere con Alessia Bogdanich (che dal fumetto allarga la sua produzione a 360 gradi) e Luca Pozza (che ci racconta il fumetto Bang Balls nei suoi sviluppi editoriali fino alla riedizione deluxe per Edizioni Di).

Quindi un’attenzione per il romanzo storico de La Coccarda Rossa (e sul percorso dell’avventura nella storia del nostro Paese), una lunga analisi di Children of the Whales (e sulla forza dei sentimenti narrata dal manga all’anime) e su come il recente fumetto italiano racconta i rapporti carnali e affettivi (da Alessandro Baronciani a Emanuele Rosso, a Cristina Portolano). Incontriamo infine Marco Schiavone sul rilancio in grande stile delle Edizioni BD (con le etichette J-Pop Manga, Edizioni Dentiblù e Hazard Edizioni).

E ancora... 7 pagine di recensioni per orientarsi nel mare magnum del fumetto proposto nelle edicole, fumetterie e librerie italiane. Le rubriche: “Il Podio” (i top 3 del mese), “Pollice Verso” (un exploit in negativo), “Il Suggerimento” (per non perdere uscite sfiziose), “Il Rinoceronte in carica” (la rubrica di Daniele Daccò, tra i fondatori del portale giornalistico Orgoglio Nerd e che si appresta a lanciare un nuovo progetto insieme a Furibionda e Onigiri Calibro 38 alla prossima Lucca Comics & Games), approfondimenti (questa volta su Artemisia, Gun Frontier, Chiisakobe e due nuovi libri su Hugo Pratt) e “sFUMature” (la rubrica disegnata di Giuliano Piccininno sul pazzo mondo dei fumetti e dei suoi abitanti)!

Tutto questo e molto di più (distribuiti da MePe e acquistabile via PayPal direttamente dal nostro sito!), a soli 4 euro: buona lettura!