venerdì 19 aprile 2019

Altri fumetti italiani nello spazio!

Dopo la primizia di due anni fa insieme a Paolo Nespoli, Leo Ortolani ha annunciato il bis («Ormai ha l’abbonamento») con un fumetto realizzato in collaborazione con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l’ESA (Agenzia Spaziale Europea).

Si tratta di Luna 2069, albo che celebra i 50 anni dal primo sbarco lunare e nell’ambito della missione spaziale Beyond a cui parteciperà il nostro Luca Parmitano. Ieri la copertina del volume (da Feltrinelli Comics per Lucca Comics & Games a fine ottobre) è partita con la navicella Cygnus NG-11 verso la ISS (Stazione Spaziale Internazionale), che Parmitano raggiungerà il prossimo 20 luglio da terzo comandante europeo di sempre.

Questa la sinossi ufficiale della storia:
Anno 2069. Cento anni dopo lo sbarco sulla luna, esiste una base lunare. In questa base, Rat-Man e un personaggio con le fattezze dell’astronauta Luca Parmitano si troveranno a fronteggiare qualcosa che potrebbe mettere in discussione sia la base sia il futuro dell’uomo nello spazio. A corredo, saranno disponibili piccoli documentari che racconteranno la conquista del satellite e l’importanza strategica di avere un luogo dove sperimentare soluzioni tecniche e logistiche per future basi planetarie. 

Insieme al.. collega, viaggiava anche la copertina di Stazione Spaziale Internazionale, un altro speciale albo a fumetti a colori di Nathan Never, scritto da Bepi Vigna e disegnato da Sergio Giardo, in uscita in autunno in edicola e libreria per Sergio Bonelli Editore. Un vero e proprio evento nell’evento, per l’eroe creato da Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna e subito diventato sinonimo di fantascienza a fumetti in Italia, che così arriva finalmente “a casa”, nell'ambientazione fantascientifica per eccellenza: lo Spazio.

Per chi ancora non ci crede (in epoca di fake news spesso a tema spaziale non ci stupiremmo nemmeno troppo!), qui sotto trovate il filmato ufficiale del lancio della navicella con entrambe le copertine a fumetti... verso l’infinito e oltre!

lunedì 15 aprile 2019

Milano da Leggere... a fumetti!

Il Comune di Milano, in collaborazione con ATM, ha lanciato l’edizione 2019 di Milano da Leggere, l’iniziativa delle Biblioteche di Milano per disseminare occasioni di lettura, da cogliere in modo semplice e gratuito. Da ogi al 30 giugno in giro per la città, nei mezzanini e nelle carrozze della metropolitana, i manifesti invitano a scaricare tramite un “QR code” i libri nello scaffale virtuale. La novità di questa edizione è che per rappresentare Milano si sono scelte immagini e parole dei fumetti, omaggio a un mass medium sempre più diffuso per raccontare mondi reali e immaginari.

Milano è da sempre una “città del fumetto” per le numerose case editrici specializzate che vi hanno sede, la presenza dal 2011 del Wow Spazio Fumetto espressamente dedicato e per la storica Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco, nonché dal 1978 (data di nascita di FdC) la Scuola del Fumetto. Ma, per tradizione, il progetto Milano da Leggere è in rapporto con la città soprattutto per le storie che propone e questa edizione non fa eccezione.

Grandi personaggi dei fumetti sono creazioni di indimenticabili autori milanesi: Guido Crepax con la sua Valentina, protagonista di surreali incontri nel metrò, un omaggio dell’autore ai grandi maestri del fumetto; le sorelle Angela e Luciana Giussani, creatrici di Diabolik, presentato in edizione speciale con una recente storia inedita a firma di Mario Gomboli e un’avventura ambientata proprio a Milano; Grazia Nidasio, autrice della saga di Valentina Mela Verde, adolescente milanese degli anni Settanta; Guido Nolitta alias Sergio Bonelli, ideatore di Mister No, di cui si ripropone il primissimo numero del 1975. E sono di Milano Giancarlo Ascari alias Elfo, che ci fa assaporare l’atmosfera che si respirava a Milano nel ‘68; Davide Barzi che firma insieme al giornalista Paolo Maggioni il biopic a fumetti su Giacinto Facchetti ed è inoltre sceneggiatore delle storie di Don Camillo a fumetti dai racconti originali di Giovannino Guareschi, composte per l’occasione in un’antologia di ambientazione milanese; Sergio Gerasi con una storia che dichiara anche il legame sentimentale del protagonista con artisti, poeti e scrittori della Milano del Novecento; Ciaj Rocchi & Matteo Demonte che raccontano le origini dell’immigrazione cinese a Milano negli anni Trenta e, novità interessante, ne offrono la versione anche in lingua cinese.

Non solo gli autori, anche molte delle storie sono a sfondo milanese e a quelle già citate si aggiungono i graphic novel di Paolo Bacilieri, con un episodio di Zeno Porno a cui Milano fa da scenario architettonico, e di Gianluca Buttolo, che racconta la vicenda dell’avvocato Giorgio Ambrosoli. E se nulla di meneghino si può rintracciare nel Commissario Ricciardi, le cui vicende Maurizio de Giovanni ambienta a Napoli, sua città natale, la piena appartenenza alla raccolta è data da Sergio Bonelli Editore, che pubblica a Milano fin dal 1941.

In questa edizione i libri da scaricare non sono ebook ma pdf, formato digitale più idoneo a rispettare il valore grafico delle opere. Alcune di queste, in accordo con gli autori, sono proposte in edizione parziale, anche per mantenere i file entro dimensioni contenute. Per leggere le opere integrali e apprezzare la qualità degli originali a stampa, basta andare in biblioteca. I libri a fumetti si possono leggere e scaricare fino al 30 giugno a questo link... buona lettura!

mercoledì 10 aprile 2019

Di nuovo a bordo del Bebop, in home video

Tutto uguale e tutto diverso: deve essere questo il motto ideale da appiccicare al film Cowboy Bebop - The Movie: Knockin on Heavens’ Door (2001), finalmente di ritorno in home video 16 anni dopo l’uscita nelle sale italiane grazie a Columbia TriStar. Tutto uguale come allora, tranne per il fatto che adesso è Dynit a rilanciare la pellicola, e per la prima volta in alta definizione, in una edizione per l’home video disponibile dal 20 marzo che prevede doppio disco (Blu-ray e dvd), booklet ed extra imperdibili.

Confrontato con la serie tv creata da Shinichiro Watanabe nel 1998, il design del film appare subito rispettoso ma al cinema Cowboy Bebop ha acquistato ovviamente credenziali visive e tecniche tutte personali. Anche se l’aspetto è quello noto, dettagli e ombreggiature sono stati proposti in maniera differente. Un aspetto sul quale il regista Shinichiro Watanabe, attesissimo con il nuovo anime Carole & Tuesday che esce proprio oggi in Giappone, ha puntato molto, allargandolo poi alla scelta e all’utilizzo dei colori fino all’organizzazione dei setting, per alcuni dei quali si è resa necessaria una trasferta addirittura in Marocco per ricerche e documentazione (per la scena di Spike a spasso per i mercatini di Marte).

Primo lungometraggio dello studio BONES, Cowboy Bebop - The Movie si avvale di uno staff di animatori e disegnatori che Watanabe ha selezionato con estrema cura, cercando tra coloro che già vantavano esperienza nel cinema. Un po’ in contropiede il regista si è trovato quando, numerose, sono fioccate le richieste di sakkan e disegnatori per prendere parte al progetto. Nella mischia dei nomi, un artista è stato voluto a tutti i costi: Atsushi Morikawa, autori dei fondali, convocato per prendere il posto di Junichi Higashi che su Cowboy Bebop si era occupato delle stesse mansioni in tv.

Non Watanabe ma il produttore Masahiko Minami ha invece chiesto all’animatore e regista Hiroyuki Okiura (Jin-roh) di realizzare la sigla di apertura del film: un pugno nell’occhio dal taglio realistico ottenuto dopo discussioni e convergenza di idee tra lui e il regista Watanabe (discussioni del tipo: raccontami gli episodi tv che ti sono piaciuti di più, e perché).

Tanta solerzia nella selezione della squadra di lavoro possiede una sua logica. Per esempio: l’animatore e chara designer Toshihiro Kawamoto era convinto che per fare un lungometraggio degno della fama e del successo di Cowboy Bebop fosse indispensabile capire dal principio cosa potessero offrire gli animatori e i disegnatori coinvolti (e difatti Watanabe ha immediatamente invitato a bordo Yutaka Nakamura, un esperto di scene d’azione). Per niente interessati a realizzare un film dalle proporzioni esagerate quanto a qualità delle animazioni, per ovvie ragioni di tempo e costi, l’idea fondante dello staff è stata: facciamo un film con semplicità cercando di ottenere il meglio possibile.

Ambientato negli eventi raccontati tra gli episodi 22 e 23 della serie tv, il film narra la caccia che l’equipaggio del Bebop dà a un pericoloso terrorista colpevole di aver fatto saltare in aria un camion con dentro una misteriosa arma biologica. Pure in merito ai risvolti narrativi, Watanabe è apparso piuttosto riflessivo fin da inizio lavorazione. L’esitazione sul tipo di storia da presentare si è liberata in fretta dalla tentazione di cambiare le carte in tavola ed è rimasta fedele al mondo narrativo e ai personaggi conosciuti in precedenza.

Cowboy Bebop - The Movie si inserisce tra l’altro in una nuova politica di produzioni animate cinematografiche giapponesi dal voluto appeal internazionale che agli inizi degli anni 2000 contagiò studi di produzione e autori per allargare il giro di affari. Una bella compagnia che comprendeva tra gli altri il citato Jin-roh di Okiura, Metropolis di Rintaro, Millennium Actress di Satoshi Kon e il film Escaflowne. Qui sotto il trailer dell’uscita home video: buona visione!

– Mario A. Rumor


lunedì 8 aprile 2019

“Fumo di China” n.284 in edicola e fumetteria

E anche questo mese potete trovare nelle migliori edicole e fumetterie italiane il nuovo FdC n.284, con copertina di Oskar ispirata all’antologia di sue storie finora inedite in Italia Le eroticomiche (Cut-Up Publishing) scritte dall’amico e sodale Davide Barzi.

Dopo un editoriale con alcune riflessioni sul mercato italiano dopo alcune novità editoriali (e nella Posta nuovi dettagli sullo “scoop” emerso a Lucca Collezionando sul celebre Angelo Zarcone, primissimo disegnatore di Diabolik!), le usuali news dal mondo (quelle meno viste e più importanti in Italia, Francia, Stati Uniti e Giappone, più la preziosissima rubrica sulle “Tavole in mostra” di fumetti in Italia e non soltanto), il dossier mensile si focalizza sul “Dietro le quinte” della professione editor grazie a un faccia a faccia con Savina Claudia Bonomi in forza alla Sergio Bonelli Editore (sui tanti aspetti del curare editorialmente una serie mensile) e delle operazioni “collaterali” da un’intervista a Luca Boschi sulle numerose e contrastanti decisioni che s’incontrano nel curare come capitato a lui diverse volte negli allegati settimanali a fumetti di quotidiani e periodici, che dal 2003 hanno già superato 140 collane.

Poi spazio all’incontro a tu per tu con Oskar e il suo racconto sul suo muoversi tra diversi stili, colore & bianco e nero, amci sceneggiatori in una già lunga carriera piena di soddisfazioni, l’intervista a Paolo Castaldi sul suo appassionante lavoro nei nostri incontri sul “graphic journalism” (arricchita da ulteriori domande in un gustoso “extra” nel nostro sito ufficiale), nonché il profilo del “Fumettista della nostalgia” Dino Battaglia da parte dello sceneggiatore, critico e regista Giuseppe Pollicelli che prosegue in esclusiva per FdC i suoi ritratti dei fumettisti italiani più importanti di sempre avviati nel 2017 sull’allegato Sette del Corriere della Sera e rimasti interrotti per scelta del nuovo direttore Beppe Severgnini.

A seguire, quattro chiacchiere con il giovane Stefano Labbia (alle prese con la programmazione di più fumetti in contemporanea, e non soltanto!), il fecondo rapporto tra comics & spy story nel volume Fumetti d'intelligence. Lo spionaggio a strisce dalle origini a oggi ricco di inediti e approfondimenti e la multiforme vita di Andy Warhol raccontata con creatività eccezionale dall’olandese Typex nello splendido volume enciclopedicamente geniale Andy.

E ancora, un lungo excursus sugli “anime al cinema” nelle sale in Giappone nel 2019 e quanto già previsto in Italia), il reportage esclusivo dal Cartoon Movie di Bordeaux con la pattuglia degli italiani capitanata dal Prendiluna che adatta in animazione il romanzo di Stefano Benni!

Infine, 7 pagine di recensioni per orientarsi nel mare magnum del fumetto proposto nelle edicole, fumetterie e librerie italiane, insieme alle rubriche “Il Podio” (i top 3 del mese), “Pollice Verso” (un exploit in negativo), “Il Suggerimento” (per non perdere uscite sfiziose), “Niente Da Dire” (la la nuova rubrica curata dall’omonimo portale di divulgazione lanciato da Daniele Daccò, Furibionda e Onigiri Calibro 38), approfondimenti (questa volta sul film d’animazione Ancora un giorno nei cinema italiani dal 24 aprile e il fumetto inedito Zio Paperone e i dollari compressi da Carl Barks!), “Il senso delle nuvole” (la rubrica con le puntute osservazioni di Giuseppe Peruzzo), “Strumenti” (sulla sempre più numerosa saggistica dedicata a fumetto e illustrazione)... e le strisce fra satira e ironia di Renzo & Lucia con testi & disegni di Marcello!

Tutto questo e altro ancora su FdC n.284 (distribuito in edicola e fumetteria da MePe e acquistabile via PayPal direttamente dal nostro sito), a soli 4 euro con 32 pagine tutte a colori: buona lettura!

lunedì 1 aprile 2019

Da “Mani Rosse” di Filippi l’anime “Shinku”

Il giapponese Studio Machiken, giovanissimo studio d’animazione fondato lo scorso anno nella prefettura di Okayama, ha annunciato che co-produrrà un nuovo anime intitolato Shinku (che avrà il titolo internazionale Deep Crimson) insieme all’italiana Sattva Films.

Un progetto realizzato con animazioni in stop-motion e 2D disegnate a mano che prenderanno spunto e allargheranno l’universo del progetto Mani Rosse di Francesco Filippi (realizzato in crowdfunding, a cui anche Cartoon Club di Rimini ha contribuito con piacere) grazie al regista e artista Koji Morimoto (noto per The Animatrix, Memories, Genius Party) che si occuperà delle animazioni bidimensionali.

Il progetto italiano originale è stato presentato lo scorso anno in numerosi festival. Lungo 30 minuti, racconta la storia di Ernesto, un giovane che non esce mai da casa che fa amicizia con Luna, giovane appassionata di arte utilizzando il solo colore rosso che nasconde degli oscuri segreti familiari. Un film d’animazione contro la violenza sui ragazzi co-prodotto da Rai Ragazzi (a questo link un estratto e un servizio).

A capo del lungometraggio ritroveremo Filippi, regista e autore anche della sceneggiatura insieme a Keiko Ichiguchi, con Morimoto che si occupa delle animazione e Hiroshi Sasaki (già autore Gunbuster, Nadia - The Secret of Blue Water) della direzione artistica. Produttori sono Hiroaki Inoue (veterano del mondo anime e co-fondatore del noto studio Gainax), Michele Fasano, Paul Thiltges e Renato Rivera Rusca, mentre gli studi coinvolti oltre a Machiken e Sattva sono Paul Thiltges Distribution e RAI. La produzione dovrebbe iniziare proprio quest’anno e vedere la fine per il 2021.

Qui sotto una breve intervista a Filippi e le migliori immagini del corto: buona visione!

giovedì 28 marzo 2019

Stessa collina, un manga un po’ diverso

Siamo ormai alla vigilia dei 40 anni dalla pubblicazione in Giappone su Nakayoshi del fumetto per ragazze Kokurikozaka Kara, quel La collina dei papaveri che Gorō Miyazaki nel 2011 ha trasformato nella sua seconda regia cinematografica sotto l’egida dello Studio Ghibli, un’opera seconda migliore sotto molti aspetti rispetto a I racconti di Terramare (2006). E, certo, diversa dal manga di partenza.

Tra le tante letture da recuperare, consigliamo proprio il fumetto disegnato da Chizuru Takahashi e sceneggiato da Tetsuro Sayama che fu pubblicato sul periodico Kodansha da gennaio ad agosto 1980. In Francia il manga è da tempo disponibile in un volume di 320 pagine per le Editions Delcourt. Leggetelo, è interessante. La storia è quella di Umi, una giovane ragazza che rifiuta di credere alla morte del padre partito per mare. Proprio per tale ragione ogni mattina issa l’Union Jack per ricordare a tutti che un giorno o l’altro papà farà ritorno. Umi vive in un pensionato in cui deve occuparsi della famiglia e degli ospiti. Al liceo Kohan, il giorno del suo 16° compleanno, scopre di essere finita in una singolare classifica (Mister e Miss Kohan) e da lì ha modo di conoscere un ragazzo del club di giornalismo.

Al di là della trama e degli sconvolgimenti narrativi che Goro praticò nel suo film, è certamente il look del fumetto della Takahashi a interessare. Lo stile e l’ambientazione appartengono ai primi anni Ottanta del Novecento e l’aspetto dei personaggi non è ovviamente in stile Ghibli ma ricorda quello di un’altra star dello shojo manga del periodo, e di Nakayoshi: Shizue Takanashi e il suo Hello Spank! (1978). Entrambe le autrici hanno collezionato premi Kodansha e perfino le trame dei rispettivi fumetti hanno qualcosa in comune: un padre scomparso in mare, bizzarri personaggi, una giovane protagonista che vive l’adolescenza controcorrente rispetto ai coetanei.

La collina dei papaveri, versione manga, non sarà forse un capolavoro ma il ritratto della gioventù è, come si diceva all’epoca, “intrigante”.

Mario A. Rumor

venerdì 22 marzo 2019

La mangaka Kan Takahama in Italia

La prima volta che leggi uno dei suoi fumetti, la voglia di paragonare il suo tratto elegante ma semplice a quello di Naoki Urasawa ti contagia subito. Lei stessa però non sa come definire il suo stile di disegno... Parliamo di Kan Takahama, giapponese nata a Kumamoto nel 1977 e particolarmente apprezzata in Europa, che questo mese sarà ospite a Bologna e Firenze in due incontri che si annunciano già imperdibili per tutti i suoi fan e non soltanto.

Ripensando alla sua biografia artistica, vengono un po’ in mente Agatha Christie e Mary Shelley: non per il genere di letteratura prodotto, ma per l’avvio “istigato” da altri. Anche Kan è infatti arrivata al fumetto quasi per caso, dopo essersi diplomata alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Tsukuba e senza aver mai pensato a una carriera da mangaka. Galeotto fu un incontro tra amiche e l’invito a disegnare seduta stante un breve fumetto. Una delle amiche presenti, visibilmente colpita dal suo talento, si prese la libertà di mostrare il lavoro alla Kodansha. Cominciò così con una telefonata della più casa editrice asiatica la storia di Takahama nel fumetto.

Dopo una breve collaborazione con la Kodansha, nei primi anni 2000 Kan passa a Garo per poi proseguire, dopo la chiusura del celebre e storico periodico, una folgorante ascesa professionale, nel corso della quale trova modo di collaborare in Francia con Frédéric Boilet (con Mariko Parade per Casterman) e pubblicare opere piuttosto apprezzate come Il gusto di Emma e L’ultimo volo della farfalla in patria apparso su un magazine specializzato in fumetti storici.

In Italia Kan Takahama è pubblicata da Dynit Manga. Ecco di seguito gli appuntamenti dove ascoltarla e ammirarla all’opera: lunedì 25 marzo a Bologna, nella sala convegni del Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Moderne in via Cartoleria 5, nell’ambito del ciclo di incontri “Waiting for NipPop 2019 - Appetizer”: l’incontro si intitola “Di donne, di sapori e desideri: Il gusto di Emma di Kan Takahama”. Insieme alla disegnatrice saranno presenti Asuka Ozumi, editor Dynit Manga, la fumettista Sara Coleone, Giuliana Benvenuti e Rita Monticelli dell’Università di Bologna. Modera l’incontro Paola Scrolavezza.

Secondo appuntamento martedì 26 marzo a Firenze, presso la Scuola Internazionale di Fumetto in via Faenza 48. Chi può, non se lo perda!