Sta arrivando in tutta Italia nelle migliori edicole e fumetterie il nuovo FdC n.291, con coloratissima copertina inedita di Umberto Sacchelli per i colori di Mirko Babboni, per celebrare un Joker mai così trionfante dopo il film tutto su di lui (o quasi, visto che potrebbe anche essere un suo sosia-imitatore), premiato con il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia!
A seguire un editoriale che dà qualche semplice indicazione per provare a interpretarne il successo, le usuali news dal mondo (quelle meno viste e più importanti in Italia, Francia, Stati Uniti e Giappone, più la preziosissima rubrica sulle “Tavole in mostra” di fumetti in Italia e non soltanto), con il dossier mensile si focalizza sulla carriera fumettistica (ma anche brevemente su quella cinetelevisiva) del Principe Pagliaccio del Crimine antagonista di Batman fin quasi dall’inizio di 80 anni fa, curato dall’esperto Filippo Conte con un’intervista a Carmine Di Giandomenico e all’editor italiana Elena Pizzi in RW Edizioni.
Poi spazio a una chiacchierata con Marcello per festeggiare i suoi 50 anni di carriera dopo il premio a Riminicomix, un’intervista a tutto campo a Dave McKean (sul fumetto, i film, l’arte e le sue mille declinazioni) alla mostra “Oltre il portale dell’immaginazione” al BGeek di Bari, la saga della She-Hulk di John Byrne (appena riedita in un atteso Omnibus da Panini Comics) e il suo sfondare la “quarta parete” dialogando e litigando... con lui e i lettori, oltre a un’analisi del critico Giuseppe Pollicelli di due fumetti sull’immigrazione a fumetti di visioni culturali opposte usciti in contemporanea (...A casa nostra - Cronaca da Riace per Feltrinelli e Adam per Ferrogallico).
Infine, le nostre abituali 7 pagine di recensioni per orientarsi nel mare magnum del fumetto proposto nelle edicole, fumetterie e librerie italiane, insieme alle rubriche “Il Podio” (i top 3 del mese), “Pollice Verso” (un exploit in negativo), “Il Suggerimento” (per non perdere uscite sfiziose) del poliedrico Fabio Licari, oltre a “Niente Da Dire” (la nuova rubrica curata dall’omonimo portale di divulgazione lanciato da Daniele Daccò, Furibionda e Onigiri Calibro 38), approfondimenti (questa volta sulle tante nuove incarnazioni dei Bonelli Kids e il film animato La famosa invasione degli Orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti tratto da Dino Buzzati, di cui il regista ci aveva parlato in esclusiva su FdC n.239), “Il senso delle nuvole” (con le puntute osservazioni di Giuseppe Peruzzo) e “Strumenti” (sulla sempre più numerosa saggistica dedicata a fumetto e illustrazione: in particolare Il fumetto come arte e Flash Gordon)!
Tutto questo e altro ancora su FdC n.291 (distribuito in edicola e fumetteria da Me.Pe. e acquistabile via PayPal direttamente dal nostro sito), a soli 4 euro nel tradizionale formato 24 x 33,5 cm (fin dal nostro sbarco in edicola, giusto 30 anni fa) con 32 pagine tutte a colori: buona lettura!
mercoledì 16 ottobre 2019
mercoledì 9 ottobre 2019
Camogli, torna “Il Porto delle Storie”
Si chiude a Camogli nel prossimo fine settimana la prima rassegna di mostre e incontri “Il Porto delle Storie”, manifestazione dedicata ai maestri del disegno narrativo e alle loro opere. Dopo Silver e Ro Marcenaro, protagonisti dello scorso weekend, tra venerdì 11 e sabato 12 ottobre il pubblico potrà incontrare da vicino altri due artisti d’eccezione: Vittorio Giardino e Milvio Cereseto. La “città dei mille bianchi velieri” ospiterà dunque altri due maestri dell’immaginazione disegnata, grazie all’evento promosso dal Comune di Camogli che vuol portare nello storico borgo marinaro artisti capaci di viaggiare a vele spiegate sulle infinite mappe della fantasia tra umorismo, avventura, impegno civile, sogni disegnati per tutti i partecipanti.
Venerdì 11 alle ore 17 inaugurerà presso il Civico Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari” la mostra “La saga delle balene” di Milvio Cereseto e alle ore 18 all’interno di Castel Dragone si apre la mostra “Vacanza in Liguria” di Vittorio Giardino. Le due mostre si presentano di grande suggestione, documentando l’estro sorprendente di entrambi gli artisti che, ciascuno a proprio modo, sanno interpretare in forme via via contemplative, poetiche, avventurose, e pure misteriose, le instancabili bellezze e i seducenti segreti del mare. Il pubblico potrà visitare le esposizioni personali, incontrarne gli autori e approfittare dell’occasione per farsi anche autenticare e dedicare un loro disegno.
Sabato 12 ottobre alle ore 11 nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale si svolgerà un incontro pubblico con i due autori, Cereseto e Giardino. In parallelo, fino a domenica 13 resteranno ancora aperte (anch’esse con orario 9-12 e 15-18) le mostre già inaugurate la settimana scorsa, tutte a ingresso gratuito: “La Costituzione italiana” di Ro Marcenaro nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale e “Lupo Alberto dappertutto” di Silver nelle vetrine dei negozi lungo le centrali via XX Settembre e via della Repubblica.
Il catalogo della manifestazione sarà distribuito ai visitatori gratuitamente, fino ad esaurimento. Nata per volere del sindaco Francesco Olivari, la manifestazione è curata dal critico e storico dell’immagine Ferruccio Giromini e si avvale della collaborazione dell’Ufficio Cultura e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Camogli, del direttore del Civico Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari” Bruno Sacella e della presidente dell’ASCOT Camogli Luciana Sirolla. Per informazioni:
Pro Loco Camogli, tel. 0185.771066 e questa e-mail.
Venerdì 11 alle ore 17 inaugurerà presso il Civico Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari” la mostra “La saga delle balene” di Milvio Cereseto e alle ore 18 all’interno di Castel Dragone si apre la mostra “Vacanza in Liguria” di Vittorio Giardino. Le due mostre si presentano di grande suggestione, documentando l’estro sorprendente di entrambi gli artisti che, ciascuno a proprio modo, sanno interpretare in forme via via contemplative, poetiche, avventurose, e pure misteriose, le instancabili bellezze e i seducenti segreti del mare. Il pubblico potrà visitare le esposizioni personali, incontrarne gli autori e approfittare dell’occasione per farsi anche autenticare e dedicare un loro disegno.
Sabato 12 ottobre alle ore 11 nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale si svolgerà un incontro pubblico con i due autori, Cereseto e Giardino. In parallelo, fino a domenica 13 resteranno ancora aperte (anch’esse con orario 9-12 e 15-18) le mostre già inaugurate la settimana scorsa, tutte a ingresso gratuito: “La Costituzione italiana” di Ro Marcenaro nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale e “Lupo Alberto dappertutto” di Silver nelle vetrine dei negozi lungo le centrali via XX Settembre e via della Repubblica.
Il catalogo della manifestazione sarà distribuito ai visitatori gratuitamente, fino ad esaurimento. Nata per volere del sindaco Francesco Olivari, la manifestazione è curata dal critico e storico dell’immagine Ferruccio Giromini e si avvale della collaborazione dell’Ufficio Cultura e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Camogli, del direttore del Civico Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari” Bruno Sacella e della presidente dell’ASCOT Camogli Luciana Sirolla. Per informazioni:
Pro Loco Camogli, tel. 0185.771066 e questa e-mail.
martedì 8 ottobre 2019
Kazuko Nakamura, pioniera al femminile
Se n’è andata lo scorso 3 agosto, ma la notizia è trapelata solo ora, una delle animatrici più apprezzate dell’animazione giapponese. Kazuko Nakamura aveva 86 anni e ne ha trascorsi poco meno di 30 lavorando come animatrice per compagnie celebri come Toei Doga o al servizio del geniale Osamu Tezuka. Un tempo non molto lungo in cui ha però lasciato un segno indelebile.
Aveva un bel carisma e una devozione per l’arte che non s’era scrollata di dosso neppure quando s’era trovata marito (un pubblicitario di nome Kaoru Anami) ed era andata a fare la casalinga e la moglie. Ma poi alla fine tornava sempre lì, nel grande fiume impetuoso dell’animazione per aiutare il maestro Tezuka o collaborare con vecchi colleghi Toei Doga. Nakamura era nata in Manciuria nel 1933 e trasferitasi con la famiglia nella prefettura di Yamaguchi subito dopo la guerra, aveva immediatamente dato corso alla sua passione studiando in un istituto d’arte. Per una giovane donna di quel tempo arte e pittura erano un pessimo binomio che non garantiva occupazione sicura, ma lei non si lasciò scoraggiare. Un giorno del 1952 assiste al film La pastorella e lo spazzacamino del francese Paul Grimault e, come Isao Takahata, se innamora all’istante.
Con due soli responsabili a occuparsi delle animazioni, si impone la necessità di impiegare animatori “in seconda” per ripulire le animazioni chiave e con una certa premura, visto che Toei ha in cantiere La leggenda del serpente bianco (1958). Tra tanti disegnatori maschi, Kazuko riesce a spuntarla: è talmente brava da guadagnarsi alcune pagine su un settimanale dell’epoca, e talmente bella che in portineria la scambiavano per un’attrice.
Soprannominata Wako-san, da artista con temperamento felino non sempre approva il modus operandi Toei nell’impiego di migliaia di disegni e cerca una scusa per andarsene. Soprattutto dopo aver lavorato al melodramma in costume Robin e i due moschettieri e mezzo (1962), che Toei Doga aveva letteralmente imposto allo staff. Tezuka aveva segretamente ammirato il talento di Kazuko ai tempi della sua collaborazione con Toei (il film Le tredici fatiche di Ercolino tratto dal suo fumetto Saiyuki) e, grazie all’intervento dell’inestimabile Yusaku Sakamoto, riesce ad assumerla non come semplice intercalatrice, ma disegnatrice in piena regola: passa con destrezza da Astro Boy (1963) a W3 (1965) dove finalmente ottiene il ruolo di sakkan, direttrice delle animazioni. Un ruolo che era stato affidato all’antica collega Reiko Okuyama in Toei Doga. Sono conquiste smisurate per le due donne, e nel maschilista mondo del lavoro giapponese non passano inosservate.
La sua scomparsa, celebrata in privato dai familiari, giunge in un particolare momento per il mondo dello spettacolo giapponese. Sulla rete di stato NHK, dalla scorsa primavera è in onda Natsuzora, una seguitissima serie del mattino che pare un omaggio ai gloriosi giorni dell’infanzia dell’animazione nipponica con personaggi ispirati agli animatori Toei Doga e in particolare a Reiko Okuyama. Ma sono in molti a giurare che la giovane Mako-san in Natsuzora sia proprio lei: Kazuko Nakamura, l’indomabile appassionata di arte che ha regalato volti e movenze indimenticabili a tante eroine dell’animazione.
– Mario A. Rumor
Aveva un bel carisma e una devozione per l’arte che non s’era scrollata di dosso neppure quando s’era trovata marito (un pubblicitario di nome Kaoru Anami) ed era andata a fare la casalinga e la moglie. Ma poi alla fine tornava sempre lì, nel grande fiume impetuoso dell’animazione per aiutare il maestro Tezuka o collaborare con vecchi colleghi Toei Doga. Nakamura era nata in Manciuria nel 1933 e trasferitasi con la famiglia nella prefettura di Yamaguchi subito dopo la guerra, aveva immediatamente dato corso alla sua passione studiando in un istituto d’arte. Per una giovane donna di quel tempo arte e pittura erano un pessimo binomio che non garantiva occupazione sicura, ma lei non si lasciò scoraggiare. Un giorno del 1952 assiste al film La pastorella e lo spazzacamino del francese Paul Grimault e, come Isao Takahata, se innamora all’istante.
Con due soli responsabili a occuparsi delle animazioni, si impone la necessità di impiegare animatori “in seconda” per ripulire le animazioni chiave e con una certa premura, visto che Toei ha in cantiere La leggenda del serpente bianco (1958). Tra tanti disegnatori maschi, Kazuko riesce a spuntarla: è talmente brava da guadagnarsi alcune pagine su un settimanale dell’epoca, e talmente bella che in portineria la scambiavano per un’attrice.
Soprannominata Wako-san, da artista con temperamento felino non sempre approva il modus operandi Toei nell’impiego di migliaia di disegni e cerca una scusa per andarsene. Soprattutto dopo aver lavorato al melodramma in costume Robin e i due moschettieri e mezzo (1962), che Toei Doga aveva letteralmente imposto allo staff. Tezuka aveva segretamente ammirato il talento di Kazuko ai tempi della sua collaborazione con Toei (il film Le tredici fatiche di Ercolino tratto dal suo fumetto Saiyuki) e, grazie all’intervento dell’inestimabile Yusaku Sakamoto, riesce ad assumerla non come semplice intercalatrice, ma disegnatrice in piena regola: passa con destrezza da Astro Boy (1963) a W3 (1965) dove finalmente ottiene il ruolo di sakkan, direttrice delle animazioni. Un ruolo che era stato affidato all’antica collega Reiko Okuyama in Toei Doga. Sono conquiste smisurate per le due donne, e nel maschilista mondo del lavoro giapponese non passano inosservate.
Nakamura si ritira nel 1964, ma a Tezuka non riesce a dire di no. Neppure quando è sull’orlo del fallimento e lei nel 1971 figura già tra i papabili animatori che dovrebbero seguirlo in un’altra avventura imprenditoriale. In Mushi era stata sakkan in La principessa Zaffiro (1968), firmato come Kazuko Anami, e animatrice dei personaggi femminili negli erotici Le mille e una notte (1969) e Cleopatra (1970), enormi successi al botteghino che tuttavia non risollevano le finanze dello studio. Nakamura realizza la sigla di apertura della serie I bon bon magici di Lilly (1971) con alias e collabora a un film su Mori no densetsu, che naufraga in fretta per essere ripreso nel 1987. Tezuka la vuole per Uccello di fuoco 2772, in cui è accreditata come “animation director”. Una cortesia professionale che Tezuka le restituisce da estimatore convinto: raramente credenziali del genere si ripeteranno nel cinema animato. Con la discrezione che la distingue, il nome di Kazuko riaffiora di tanto in tanto “per dare una mano”, come diceva lei: nel film Jack to mame no ki (1974) di Gisaburo Sugii e nella serie Alice nel Paese delle Meraviglie (1983) dove si riunisce al compagno Yasuji Mori dei tempi Toei.
– Mario A. Rumor
sabato 5 ottobre 2019
“Graphic Novel Is Back”, El Tofo di nuovo in tour
Un concerto, un racconto e un firmacopie. “Graphic Novel Is Back - Unplugged” è lo spettacolo tenutosi ieri sera a Milano che Davide Toffolo – da sempre cantante e frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, oltre che fumettista apprezzato da decenni – ha ideato per far meglio entrare il pubblico nel suo nuovo volume a fumetti Graphic Novel Is Back (Rizzoli Lizard).
La vita dell’anti-star della musica indipendente italiana, che con le sue canzoni e i suoi fumetti ha segnato almeno tre generazioni, viene infatti messa in scena attraverso canzoni, racconti esilaranti e giochi interattivi con il pubblico: lo spettacolo gratuito su prenotazione fino a esaurimento posti al Teatro Litta MTM ha aperto un nuovo tour “a doppia faccia”, come sempre più spesso realizzato dal musicista/fumettista.
“El Tofo” è insomma una rockstar che fa fumetti ma anche un fumettista che è una rockstar. Un’anti-star, per essere precisi, grazie alla maschera da (semi)teschio che l’accompagna da sempre. Nessuno ha mai visto così da vicino il grande cantante e disegnatore. “Graphic Novel Is Back - Unplugged” è un momento intimo per conoscere i segreti del disegno e della musica indipendente e per cantare le canzoni dei Tre Allegri Ragazzi Morti come non le abbiamo mai ascoltate.
La vita dell’anti-star della musica indipendente italiana, che con le sue canzoni e i suoi fumetti ha segnato almeno tre generazioni, viene infatti messa in scena attraverso canzoni, racconti esilaranti e giochi interattivi con il pubblico: lo spettacolo gratuito su prenotazione fino a esaurimento posti al Teatro Litta MTM ha aperto un nuovo tour “a doppia faccia”, come sempre più spesso realizzato dal musicista/fumettista.
“El Tofo” è insomma una rockstar che fa fumetti ma anche un fumettista che è una rockstar. Un’anti-star, per essere precisi, grazie alla maschera da (semi)teschio che l’accompagna da sempre. Nessuno ha mai visto così da vicino il grande cantante e disegnatore. “Graphic Novel Is Back - Unplugged” è un momento intimo per conoscere i segreti del disegno e della musica indipendente e per cantare le canzoni dei Tre Allegri Ragazzi Morti come non le abbiamo mai ascoltate.
lunedì 23 settembre 2019
La prima asta al mondo dedicata a Bonvi
Urania Casa d’Aste, in occasione di Lucca Comics & Games e in collaborazione con l’Archivio Bonvicini, organizza la prima asta al mondo dedicata a Franco Bonvicini in arte Bonvi (1941-95), celebre creatore delle Sturmtruppen.
Il fumettista modenese è stato uno dei disegnatori umoristici più famosi d’Italia, grazie alle sue Sturmtruppen, a Nick Carter, alle Cronache del Dopobomba... Il suo successo è iniziato nel 1968 proprio a Lucca, dove ha presentato al mondo i suoi buffi soldatini tedeschi: nella cittadina toscana si terrà ora la prima asta al mondo di sue tavole originali: Urania Casa d’Aste batterà ben 62 pezzi che rappresentano il meglio della sua produzione.
Una selezione delle tavole migliori sarà esposta presso la chiesa S. Maria dei Servi durante i cinque giorni di festival. I visitatori potranno ammirare pagine originali delle Storie dello Spazio Profondo e delle Cronache del Dopobomba, disegni di produzione dei “fumetti in T.V.” di Nick Carter ideato apposta per SuperGulp!, strisce delle Sturmtruppen e altri materiali provenienti dall’Archivio Bonvicini e mai esposti prima d’ora. Un’imperdibile carrellata nella produzione di uno dei più grandi geni del fumetto italiano.
L’evento sarà mercoledì 30 ottobre 2019 alle ore 14 presso la Domus Romana in via Battisti 15 a Lucca. Al catalogo monografico dedicato a Bonvi seguiranno come di consueto lotti di grandi autori del fumetto e dell’illustrazione come Hugo Pratt, Bill Sienkiewicz, Milo Manara, John Buscema, Vittorio Giardino, Floyd Gottfredson e Charles Schulz. Il catalogo completo della 12° asta Urania sarà disponibile sul sito ufficiale dal 1° ottobre 2019. Qui sotto, un vecchio filmato in cui Bonvi in persona racconta il suo lavoro... buona visionen!
Il fumettista modenese è stato uno dei disegnatori umoristici più famosi d’Italia, grazie alle sue Sturmtruppen, a Nick Carter, alle Cronache del Dopobomba... Il suo successo è iniziato nel 1968 proprio a Lucca, dove ha presentato al mondo i suoi buffi soldatini tedeschi: nella cittadina toscana si terrà ora la prima asta al mondo di sue tavole originali: Urania Casa d’Aste batterà ben 62 pezzi che rappresentano il meglio della sua produzione.
Una selezione delle tavole migliori sarà esposta presso la chiesa S. Maria dei Servi durante i cinque giorni di festival. I visitatori potranno ammirare pagine originali delle Storie dello Spazio Profondo e delle Cronache del Dopobomba, disegni di produzione dei “fumetti in T.V.” di Nick Carter ideato apposta per SuperGulp!, strisce delle Sturmtruppen e altri materiali provenienti dall’Archivio Bonvicini e mai esposti prima d’ora. Un’imperdibile carrellata nella produzione di uno dei più grandi geni del fumetto italiano.
L’evento sarà mercoledì 30 ottobre 2019 alle ore 14 presso la Domus Romana in via Battisti 15 a Lucca. Al catalogo monografico dedicato a Bonvi seguiranno come di consueto lotti di grandi autori del fumetto e dell’illustrazione come Hugo Pratt, Bill Sienkiewicz, Milo Manara, John Buscema, Vittorio Giardino, Floyd Gottfredson e Charles Schulz. Il catalogo completo della 12° asta Urania sarà disponibile sul sito ufficiale dal 1° ottobre 2019. Qui sotto, un vecchio filmato in cui Bonvi in persona racconta il suo lavoro... buona visionen!
domenica 22 settembre 2019
“Modest Heroes”, piccoli grandi eroi di tutti i giorni
Netflix ha presentato in Italia l’omnibus dello Studio Ponoc Modest Heroes (Chiisana Eiyu: Kani to Tamago to Tomei Ningen, 2018). Un’antologia di tre corti che fa seguito al loro primo lungometraggio Mary e il fiore della strega (Meary to Majo no Hana, 2017) e posta al centro di un’attività si spera a lungo termine nel cinema di animazione da parte dello studio fondato nel 2015 da Yoshiaki Nishimura. La pellicola, nonostante la sua forma antologica, in Giappone è stata distribuita in cento sale e negli Stati Uniti ha goduto di regolare distribuzione grazie alla società GKids e alla sua ben oleata attività di promozione del cinema d’animazione non di lingua inglese (un catalogo che vanta i film dello Studio Ghibli, Jean-François Laguionie, Alexandre Heboyan, Claude Barras, Kitaro Kosaka, Masaaki Yuasa, Tomm Moore, più molti altri). Modest Heroes porta la firma di nomi noti dell’industria: Hiromasa Yonebayashi (con tre lungometraggi all’attivo di cui due con lo Studio Ghibli), Yoshiyuki Momose (da oltre trent’anni al servizio del Ghibli) e Akihiko Yamashita (rispettato animatore e oggi promettente autore).Lo Studio Ponoc deve in parte la sua nascita all’annuncio che nel 2013 Hayao Miyazaki fece in merito al suo definitivo ritiro dalla scena animata, salvo poi ripensarci. La chiusura del dipartimento di produzione dello Studio Ghibli nel 2014 aveva lasciato oltre 150 tra disegnatori, animatori e artisti del disegno a vario titolo senza più una dimora sicura. Un piccolo esercito di professionisti con ancora una gran voglia di continuare a fare cinema sulla scia di quanto prodotto con Miyazaki e Takahata. Pur dovendo ricominciare da capo, Yoshimura e Yonebayashi hanno trovato nuova sistemazione, sostegno economico e una credibilità per dare vita ai progetti desiderati. Sulla scia Ghibli va intesa non soltanto con la superba qualità delle immagini e delle animazioni dei celebri film dello studio, ma soprattutto come coerenza artistica all’insegna di storie solide da raccontare e notevole capacità espressiva nel portarle sul grande schermo. Altra lezione che i giovani dello Studio Ponoc hanno appreso, e subito riconvertito in pratica, è la consapevolezza di non dover per forza abbracciare uno stile unico e distintivo ma, come ha insegnato Takahata con gli ultimi due suoi film (I miei vicini Yamada del 1999 e La storia della Principessa Splendente del 2013), uno stile sempre pronto a defilarsi dalla ordinarietà dell’animazione o dalla rassicurante bellezza estetica dei film Ghibli per trovare nuovi ragioni d’essere.
In Ponoc amano raccontare storie per bambini, sanno di dover evitare l’attrito pericoloso della banalità e ripetitività degli anime e sognano un cinema che vada bene sia ai grandi che ai piccini. Per questo è nato il progetto di Modest Heroes. Non un esperimento, ma una tappa evolutiva all’interno del loro personale processo di creazione. Qualcosa che, come ha spiegato il produttore Yoshiaki Nishimura alla stampa americana durante il lancio del film, andava fatto in quel particolare momento della loro esistenza e in quella particolare forma. Il progetto del film, inizialmente intitolato Life, prevedeva la realizzazione di quattro corti diretti dai signori di cui sopra in aggiunta a Takahata, venuto a mancare prima della lavorazione. Modest Heroes tratta della vita, della nascita e della forza che ogni giorno troviamo in questa vita. Talvolta grazie a eroi veri – non quelli dei cinecomics – che ci stanno attorno e di cui non ci accorgiamo. Il quarto corto, racconta ancora Yoshimura, doveva riflettere sul tema della morte, ma quest’ultima è stata più svelta di qualsiasi ispirazione portandosi via Takahata.
I corti di Modest Heroes, nell’ordine Kani no Kanino, Samurai Egg e Invisible, sono a conti fatti tre diverse espressioni del coraggio. Nel primo due fratelli granchio partono alla ricerca del padre trascinato via dalla corrente impetuosa del ruscello in cui vivono. In Samurai Egg un bimbo allergico alle uova combatte ogni santo giorno contro la sua patologia grazie anche a una madre eroica. Nell’ultimo Invisible, un uomo invisibile si ritrova a salvare acrobaticamente un bimbo mentre è a bordo del motorino. I tre registi si son scelti ambientazioni che in parte riflettono il loro personale background: lo scenario un po’ fantasy un po’ realistico di Yonebayashi è quello tecnicamente più impegnativo, soprattutto nell’animazione dell’acqua del ruscello o dei giganteschi pesci che lo abitano. L’ambiente domestico e scolastico in cui si muove il bimbo di Samurai Egg ricorda le atmosfere, l’uso dei colori e il design dei personaggi che Momose aveva proposto all’epoca di Ghiblies, i corti prodotti dallo Studio Ghibli nel 2000. Quanto a Yamashita, questa sua seconda regia stilisticamente differisce dal corto Chuuzumou per il Museo d’Arte Ghibli e propone un campione di quella differenziazione espressiva ed estetica dello Studio Ponoc di cui si diceva. Sicuramente, il suo è il corto più ammirevole dei tre. Nell’insieme, Modest Heroes conferma – almeno nella tecnica – di essere un degno figlioccio dello Studio Ghibli, e ora non resta che attendere il 2020 e il loro contributo animato per celebrare le Olimpiadi di Tokyo.
– Mario A. Rumor
venerdì 20 settembre 2019
I racconti di Simenon nell’arte di Carcupino
Da domani alle ore 16 – in presenza della presidente dell’associazione F.N. Carcupino cioè la figlia Stefania, l’editor Giorgio Pinotti per Adelphi (che dal 1993 pubblica i libri di Maigret in Italia) e l’autrice cinetv Susanna Francalanci – al Wow Spazio Fumetto di Milano fino a giovedì 31 ottobre la mostra “Il Commissario Maigret. I racconti di Simenon nell’arte di Carcupino” è una mostra dedicata alle tavole di Fernando “Nusci” Carcupino (1922-2003) realizzate per illustrare i romanzi inediti del Commissario Maigret, pubblicati sul settimanale Grazia di Mondadori nella seconda metà degli anni Sessanta.
La figura di Maigret era in quel momento rappresentata nell’immaginario collettivo da Gino Cervi, grande interprete di una fortunata serie tv in onda sulla RAI nel 1964-65. Carcupino riprende quel Maigret e lo rende protagonista di una straordinaria serie di tavole che rientrano in un felicissimo momento della sua produzione. Le ambientazioni parigine, le immagini dal taglio cinematografico, la scelta del colore, l’uso dei contrasti cromatici, l’indagine psicologica sui personaggi si concretizzano nella definizione degli spazi o nella “fotografia” di particolari momenti o atteggiamenti. La maestria tecnica e una grandissima profondità dello sguardo insieme a un gusto sorprendente per l’impostazione delle scene rendono queste tavole una raccolta preziosa.
Attraverso le “tavole di Maigret” si intende poi promuovere ancora l’opera di Carcupino illustratore, un artista che si è misurato in vari generi e tecniche, dall’illustrazione, al fumetto, alla pittura e ha sempre raggiunto altissimi risultati espressivi e creativi. Nella sua lunga carriera artistica si è dedicato in modo particolare alla pittura: ha creato un linguaggio pittorico riconoscibile in qualunque modalità si esprima, nei nudi, nei paesaggi, nelle nature morte, uno stile che molto deve alla conoscenza della tradizione artistica e figurativa europea, ma molto anche alla frequentazione della musica, in particolare del jazz, nella composizione e nell’improvvisazione sui temi.
Oltre alle illustrazioni del Commissario Maigret, di Carcupino sono molto note le tavole sulla Grande Guerra, pubblicate su Epoca sempre per Mondadori nel 1965, sotto la direzione di Enzo Biagi, alle quali l’associazione dedicata al grande autore nato a Napoli da famiglia milanese ha già dedicato alcune mostre, ma anche le tavole per il Calendario di Frate Indovino, pubblicate per una quindicina d’anni verso la fine della sua carriera.
La figura di Maigret era in quel momento rappresentata nell’immaginario collettivo da Gino Cervi, grande interprete di una fortunata serie tv in onda sulla RAI nel 1964-65. Carcupino riprende quel Maigret e lo rende protagonista di una straordinaria serie di tavole che rientrano in un felicissimo momento della sua produzione. Le ambientazioni parigine, le immagini dal taglio cinematografico, la scelta del colore, l’uso dei contrasti cromatici, l’indagine psicologica sui personaggi si concretizzano nella definizione degli spazi o nella “fotografia” di particolari momenti o atteggiamenti. La maestria tecnica e una grandissima profondità dello sguardo insieme a un gusto sorprendente per l’impostazione delle scene rendono queste tavole una raccolta preziosa.
Attraverso le “tavole di Maigret” si intende poi promuovere ancora l’opera di Carcupino illustratore, un artista che si è misurato in vari generi e tecniche, dall’illustrazione, al fumetto, alla pittura e ha sempre raggiunto altissimi risultati espressivi e creativi. Nella sua lunga carriera artistica si è dedicato in modo particolare alla pittura: ha creato un linguaggio pittorico riconoscibile in qualunque modalità si esprima, nei nudi, nei paesaggi, nelle nature morte, uno stile che molto deve alla conoscenza della tradizione artistica e figurativa europea, ma molto anche alla frequentazione della musica, in particolare del jazz, nella composizione e nell’improvvisazione sui temi.
Oltre alle illustrazioni del Commissario Maigret, di Carcupino sono molto note le tavole sulla Grande Guerra, pubblicate su Epoca sempre per Mondadori nel 1965, sotto la direzione di Enzo Biagi, alle quali l’associazione dedicata al grande autore nato a Napoli da famiglia milanese ha già dedicato alcune mostre, ma anche le tavole per il Calendario di Frate Indovino, pubblicate per una quindicina d’anni verso la fine della sua carriera.
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